La Parola

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Mt 11,28-30

Il commento al Vangelo

Siamo amati.
Sono amato.
A prescindere.
La storia dell’umanità, a saperle leggere, a volerla vedere, è una straordinaria epifania d’amore. Un amore che proviene da Dio e a lui conduce. Un Dio amorevole che ci ha creati liberi, che ci osserva come fa un padre/madre mentre vede il proprio figlio muovere, tentennando, i primi passi. Discreto, celato, Dio ci ha donato tutte le possibilità per crescere, per fiorire, per amare. E vede, osserva. Il Dio svelato dalla Scrittura non è distratto, insofferente, sbadato; conosce, sa, interviene con discrezione. Gesù vede la nostra stanchezza esistenziale, vede quanto ci è difficile vivere, vede quanta sofferenza, inutile al più, incontriamo sulla nostra strada. E ci viene incontro offrendoci un modo di affrontare le giornate: imitare lui, prendere su di noi il lieve giogo dell’amare. Amare perché ci scopriamo amati. Amare perché ne siamo capaci. In Lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *