San Sergio di Cesarea, martire

Liturgia della Parola

Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48

La Parola del Signore

…è ascoltata

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

…è meditata

Il comando di oggi è essere perfetti! Chi non si sente inadeguato? Chi non si sente appesantito da un simile imperativo? Lo stesso vale per il comando contenuto nella prima lettura odierna (Dt 26,16-19): osservate le leggi di Dio! Chi si sente all’altezza di ciò? Se Israele, il popolo eletto, ha sempre trasgredito le leggi del Signore, forse io potrò far meglio? Come è possibile dunque che il giogo di Dio sia soave, il suo carico leggero? Sembra il contrario! Il fatto è che la lettura che ne abbiamo dato finora è parziale. Gesù non dice solo: «Siate perfetti»; ma: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro». La differenza sta in quel “come”: per essere perfetto, non devo cercare forze e risorse in me stesso; no, devo solo guardare a Lui, fare come Lui. La perfezione non si raggiunge tramite l’ascesi, ma tramite l’imitazione: la perfezione non è un ideale astratto, ma una persona, il Padre. Lo stesso vale per quel che è scritto nel libro del Deuteronomio. Non si dice solo «Osserverai le sue leggi», ma anche «Obbedirai alla sua voce». La legge non è una norma astratta, ma una voce, una persona, il Padre! La perfezione nel Vangelo è amare Dio e i fratelli: ed è davvero un carico leggero, sia perché Dio per primo mi ama, sia perché l’amore ripaga subito di ogni fatica. Basta chiederlo a una mamma: cosa c’è di più dolce di un sacrificio fatto per amore?
Avanti ciurma. C’è ancora del cammino da fare. Seguiamolo con gioia e preparatevi santamente alla Pasqua di Resurrezione.

…è pregata

La carità ha due piedi, che sono i precetti dell’amor di
Dio e del prossimo.
Vedi di non zoppicare, ma corri con ambedue i piedi
fino a Dio. Sant’Agostino d’Ippona

…mi impegna

Camminare sulla via della perfezione. Che parolona!!!
Se non lo hai ancora fatto, chiedi al tuo sacerdote che ti stia vicino per la direzione spirituale.

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